"All'interno della dimora...

...in ogni stanza erano presenti vecchi pavimenti di cemento con decori policromi risalenti alla fine dell'Ottocento. Molti mattoni consumati dal tempo erano stati persi irrimediabilmente durante gli interventi di restauro rendendo così ogni tentativo di riutilizzo secondo l'originaria texture un vero e proprio rompicapo per via delle limitiate quantità di mattoni a disposizione. In questo caso, il ricordo delle vecchie e povere case di un tempo, ove le pavimentazioni e i rivestimenti murari erano il risultato di recuperi o avanzi di magazzino, suggeriva una delle possibili soluzioni al problema: ricomporre i disegni pavimentati come tappeti, uno diverso dall'altro, al centro di ogni singola stanza. È così che il limite, confrontandosi con la memoria storica, si trasforma in reinterpretazione.."

I lavori di restauro

Benché sia difficile stabilire l'epoca dell'edificio, frutto di successive stratificazioni architettoniche, certamente esso appartiene al sistema di cortine edilizie di origine medioevale, dato lo stretto e sinuoso sviluppo longitudinale che caratterizza ancora oggi la struttura.

I lavori di restauro, durati più di due anni, sono stati eseguiti nel pieno rispetto dell'architettura originaria, eliminando le superfetazioni che rendevano critica la lettura unitaria dell'organismo edilizio. La qualità dei materiali utilizzati, traspiranti ed ecologici, uniti ad un efficace isolamento termo-acustico e agli apparecchi di illuminazione realizzati con tecnologia a LED, hanno invece permesso di ottenere un elevatissimo grado di benessere psico-fisico ed un cospicuo risparmio energetico nel rispetto dell'ambiente. Si è inoltre fatto uso dell'essenza di rovere trattato con i cromatismi tipici dei legni sbiancati dall'azione del vento, del mare e del sole che si recuperano facilmente lungo le spiagge del Gargano.

Il disegno minimale e contemporaneo degli arredi, accostato al più complesso disegno dei pavimenti tutti recuperati in loco, sono stati riposizionati mantenendo l'originaria forza evocativa. I cromatismi originari della pietra calcarea e dei bianchi intonaci a base di calce recuperati dalle facciate, sono stati infatti utilizzati per ricostruire i pavimenti della hall e di ogni singola stanza.

Delle sei camere cinque si trovano al primo piano, mentre la suite è situata al secondo e gode di una splendida vista del faro di Vieste che è possibile ammirare sia dalla parte frontale del terrazzo, la quale è riservata alla sola suite, che dall'interno della stessa suite. L'altra metà del terrazzo è invece accessibile a tutti gli ospiti e offre una chiara vista del faro e della cattedrale retrostante la Dimora del Dragone.

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