La Sperduta

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    La Storia de "La Sperduta"

    Seppur questo singolare borgo medievale, nato su una splendida costa frastagliata a ridosso di tenui rilievi collinari, in cui le coste sabbiose e si alternano a quelle rocciose, deve la sua bellezza anche alla sua locazione geografica “sperduta”, la sua lontananza dagli altri borghi garganici che popolavano lo sperone è stata in passato anche la causa delle sue sciagure. La sua eccessiva esposizione sul mare, infatti, la resero facile preda delle molteplici invasioni da parti dei corsari d’occidente, che alla vista di questa strategica cittadina si cimentarono in molteplici invasioni seguite da sanguinari saccheggi. In modo particolare si ricorda il violentissimo attacco avvenuto per mano del Corsaro Turco Dragut Reis, che decapitò centinaia di donne e bambini sul famoso scoglio de “la Chianca Amara”, a soli duecento metri dall’entrata principale della città vecchia. Inoltre, il suo isolamento precludeva ogni tipo di intervento tempestivo da parte delle popolazioni circostanti per soccorrere in aiuto dei lontani vicini. E proprio da questa sua posizione geografica che, in tempi antichi, Vieste venne sempre riconosciuta sotto il nome “la sperduta”. Fino a circa 90 anni fa, infatti, era possibile pervenirvi per via terrestre solo attraverso la Foresta Umbra percorrendo una tortuosa strada di campagna che richiedeva due interi giorni di viaggio per raggiungere il borgo di San Severo.
    Le circostanze cambiarono solo nel recente 1923, anno in cui il sindaco Diana, un farmacista che decise di abbandonare la sua professione per dedicarsi alla politica, fece partire i lavori di pavimentazione di quella stessa strada. Da lì la cittadina intraprese un processo di crescita civile e sociale, grazie alla costruzione dell’attuale Scuola Fazzini e del Palazzo Municipale, che poi la portarono a divenire, nel corso dei cinque decenni successivi, l’ambita meta turistica che oggi conosciamo.

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